Il mercato globale e il suo protezionismo

<<Non dobbiamo aspettarci la felicità, Sayuri. Non è una cosa che ci è dovuta. Quando la vita va bene, è un dono improvviso, non può durare per sempre>>.

Memorie di una Geisha è stato uno dei pochi film che ho visto e rivisto. Vale, la mia amica del cuore, mi regalò il dvd nel Natale del 2009, in uno dei periodi più tristi della mia vita. Memorie di una Geisha è  un film dove è facile ricavare una delle poche verità, che possono essere definite  assolute: nulla dura per sempre. Bisogna essere pronti in qualsiasi  momento al cambiamento, perché la vita è ciclica. Proprio grazie a questa ciclicità  per quanto possiamo creare noi stessi in ogni rinascita, dovremo essere sempre pronti al cambiamento. E chi lavora nei mercati finanziari lo sa benissimo.

Oggi, ispirata da  una vacanza meravigliosa, riprendo il mio lavoro e con esso il mio Blog. In un’enorme   sala riunioni vuota, con il mio amato silenzio  ho  guardato con attenzione  il mercato americano, quello europeo e quello cinese. Ho osservato i mercati in generale allargando lo spettro visivo e ho pensato proprio alla frase che ho scritto in premessa.  I mercati continuano la loro cura e diventano sempre più longevi, ma la longevità non significa vivere bene per sempre.

Gli obiettivi di Donald Trump

Il  Presidente Donald Trump è riuscito, indirettamente, nella sua politica protezionistica. Ha lasciato che la Yellen alzasse i tassi d’interesse, ha lasciato che il dollaro si indebolisse e ha guardato con soddisfazione le altre valute rafforzarsi. Così facendo ha raggiunto il suo scopo senza tanto sforzo e senza tensioni commerciali internazionali.

Prima di partire per la mia vacanza ho alleggerito le mie posizioni  in dollari. Pensavo che questa debolezza sarebbe durata molto a lungo.  E oggi, al di là di ogni avida considerazione,  credo che  la giusta e reale valutazione del dollaro sia ad un livello tra 1,20 e  1,25 nel medio periodo. Nel lungo periodo forse il dollaro potrebbe riprendersi, ma solo se i dati macroeconomici reali lo permetteranno. Allo stato attuale dico no all’acquisto di dollari.

AMERICA EUROPA CINA

Ora da un punto di vista macroeconomico l’America viaggia con un Pil al 3% e l’Europa con un Pil al 2,8%.  Tanto L’America quanto l’Europa hanno il problema di un’inflazione soporifera e questo non aiuta il lavoro delle Banche Centrali.

Da un lato, il dollaro debole attrae investimenti e aumenta le esportazioni, dall’altro un Euro forte stimola i consumi interni. È per questo che, in un certo senso, dico che il primo obiettivo populista di Donald Trump è stato perseguito oltre ogni aspettativa: sì protezionismo ma senza guerre commerciali.

Poi c’è la Cina. Il Gigante Asiatico pubblicherà il suo report sul Surplus Commerciale venerdì e gli analisti prevedono un dato che si attesterà attorno ai 48,6 miliardi di dollari. L’economia cinese viaggia con il Pil al 6,9%. Un Pil che è sostenuto da esportazioni e aumento dei consumi interni.

Tensioni in Corea del Nord

L’avvio di questa settimana è caratterizzata dalla decisione dei leader del G7, di  condannare “nei più forti termini possibili”, così si eprime Reuters nella sua nota, il test nucleare effettuato ieri dalla Corea del Nord. I leader mondiali  si sono detti pronti a rafforzare le sanzioni per far sì che Pyongyang abbandoni il suo programma nucleare e missilistico.

In questo clima di dollaro debole e di tensioni forti nella Corea del Nord la  caccia ai preziosi è quasi scontata. Gli operatori si riversano sull’oro, bene rifugio per eccellenza. Un bene rifugio che protegge non solo  da un dollaro debole e da una tensione geopolitica forte ma tutela anche, chi viaggia con le azioni europee in portafoglio.

E nonostante tutte  le considerazioni precedenti le borse continuano a rimanere toniche e ben impostate. L’oro, obiettivamente oltre che un rifugio diventa proprio una protezione per un portafoglio che ha al suo interno asset più rischiosi.

DA METTERE IN AGENDA

Nel frattempo mettiamo in agenda il vertice di politica monetaria europea. Giovedì, il presidente Mario Draghi annuncerà la sua decisione sui tassi d’interesse, e nella sua conferenza stampa fornirà indicazioni sull’inflazione, sui rischi del rafforzamento dell’euro e  il conseguente destino del programma di acquisti da 60 miliardi di euro che, al momento, a mio avviso non potrà essere ridotto.

Vedremo…

Buona settimana e prudenza!

Selina Martinello