L’OBIETTIVO SENZA SCADENZA

Facciamo due conti

C’è un’espressione che ho sempre disapprovato: “facciamo i conti della serva”.

Meno conosciuta ma più bontonè: “facciamo i conti da speziale”. L’espressione   fa riferimento a un mondo prezioso e colorato. Pieno di profumi e di aromi. Il mondo delle mie amate spezie ed erbe medicinali. Fa riferimento a quelle figure poetiche, lo speziale e il droghiere, che con bilancini di precisione pesano erbe e  spezie impalpabili dai costi elevatissimi.

All’indomani della riunione, tanto attesa, della Fed facciamo un po’ di conti.

Tassi fermi ma con normalizzazione

All’indomani dei tassi fermi all’1,25% , c’è stato l’annuncio della partenza del piano di riduzione graduale del bilancio della Fed.

Per far fronte all’apice nella recessione nel 2008-2009 e, per riavviare la crescita economica, la Fed ha iniziato il suo acquisto di asset finanziari. Il famoso quantitative easing.

Con l’espansione monetaria, il bilancio della Fed è passato dagli  830  miliardi di fine 2007 agli attuali 4.500 miliardi. Oggi il suo valore equivale a  circa, il 23% del Pil. Questi 4.500 miliardi si compongono per lo più da titoli di stato (circa il 55%) e per il restante si compongono da  MBS, ossia, titoli garantiti da ipoteche su immobili.

Nel comunicato di giugno, il FOMC parlava della necessità impellente di normalizzare il  Bilancio della Fed dandone le linee guida. Evidenziava la necessità di partire con le operazioni di normalizzazione a fine settembre, o comunque, entro fine anno.

Detto fatto

Nella riunione di ieri, il FOMC è stato accontentato. Janet Yellen ha annunciato agli americani e al mondo intero che da ottobre i bond in scadenza non verranno più reinvestiti. Ora, non proprio così. La decisione è stata mitigata, dal suo essere sempre più colomba che falco. La numero uno della Fed, sa bene che questo è un mercato anomalo. E proprio per questo, ha ribadito che il cammino verso la normalizzazione del bilancio sarà graduale, lento e prevedibile.

Come avverrà la normalizzazione del Bilancio della Fed?

In pratica. Nel trimestre corrente, non  verranno più reinvestiti titoli in scadenza per 10 miliari. Nel prossimo trimestre il tetto salirà a  20 miliari, poi 30 miliardi sino ad arrivare ad un tetto  massimo di  50 miliardi.  Il tutto prevedendo circa un mancato re-investimento di un 60% di Treasury e di un 40% di MBS ogni mese.

Entro quando si arriverà ad una normalizzazione?

La Yellen non ha fissato scadenze. Ha fissato un obiettivo ma non un termine. Ed è  proprio nel fissare il suo obiettivo senza lo stress del termine, che il mercato si è sentito rassicurato. Questa rassicurazione ha permesso a Wall-Street di mettere a segno un nuovo record. E ha permesso  al dollaro di recuperare posizioni nei confronti delle altre valute.

In realtà la Yellen vuole evitare sì un surriscaldamento dell’economia ma, più di ogni altra cosa, vuole evitare un possibile “shock”.  Si è dichiarata pronta a sospendere la normalizzazione, ri-acquistando i titoli in scadenza nel  caso in cui ci fosse una difficoltà nell’economia.

Ha detto molto di più.  Ha  ribadito che i Fed Funds sono lo strumento principe della politica monetaria. In altri termini, la Yellen sembra molto più vicina a dare un contributo allo slogan “America First” di Donald Trump di quando non si possa pensare.  Se si ci ferma ad osservare in modo distaccato si vede sempre qualcosa in più.

Si o no al rialzo dei tassi a dicembre?

Dopo tutta questa disamina, personalmente, penso che per un nuovo rialzo dei tassi a dicembre ci voglia più di una conferma a livello macro su consumi ed inflazione.

Cosa accadrà ai nostri investimenti dopo questa decisione?

L’impatto sugli indici azionari per il momento non sarà avvertito e se sarà negativo lo la sarà a livello di indici, non per settori.  I rendimenti aumenteranno, ma eviterei posizioni sui tassi lunghi. Il dollaro potrà recuperare, ma rimarrà debole. L’oro luccicherà di meno, sino alla prossima paura qualunque essa sarà.

Nella nostra diversificazione di portafoglio, nelle nostre scelte finanziarie, nei nostri obiettivi, dovremo tener presente  che: la Fed non ri-acquisterà più gli asset in scadenza. Questi  asset, scaduti saranno scaricati sul mercato  e dovranno essere acquistati  da investitori non Fed: fondi sovrani, istituzionali, privati.  E questo sarà un passaggio importante da monitorare.

Quali gli effetti della normalizzazione in un mercato come dire… Zen

È ancora prematuro comprendere la portata degli effetti della normalizzazione, perché non abbiamo ancora compreso come sia possibile che un mercato possa continuare a salire in assenza di  volatilità. Non abbiamo ancora compreso un mercato che ignora qualsiasi notizia e prende tutto in modo molto soft.

L’unica certezza  è che nessuno conosce questo mercato.  Mi rendo sempre più cosciente del fatto che oggi più di qualsiasi altra epoca, le notizie, quelle che contano, corrano solo verso poche persone. Solo chi è nella stanza dei bottoni, solo coloro che  tengono  il banco possono decidere quando farlo saltare. Ed evidentemente non è ancora il momento. Noi comuni investitori possiamo solo assistere, difenderci con la prudenza che contraddistingue tutte le persone che hanno compreso quale strada vogliono percorrere.

Quindi idee chiare, prudenza e prontezza nel cambiare direzione se necessario.

Buona Giornata

Selina Martinello

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By | 2017-11-06T18:27:18+00:00 settembre 21st, 2017|Categories: Mercati finanziari|Tags: , , , |0 Comments

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