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<<Encantada de conoserte>>

sono Selina Martinello ho creato questo blog perché da sempre ho un rapporto passionale con l’economia e con gli investimenti finanziari.

Nata in Veneto in un inizio di Settembre del ‘73. Sono cresciuta con il culto della famiglia, del lavoro e del risparmio.

Il dubbio dell’infanzia è stato: meglio la formica o la cicala?  La risposta l’ho trovata a 45 anni. Non esiste meglio o peggio, l’equilibrio sarebbe: una formica che si dà l’opportunità di essere cicala, senza ascoltare chi ne giudica il canto.

Gli adulti visti con gli occhi di un bambino sono alquanto noiosi, almeno lo sono stati ai miei occhi. La prima domanda è: vuoi più bene alla mamma o al papà? La seconda: vuoi più bene al nonno o alla nonna? La terza: cosa vuoi fare da grande? Passo direttamente alla terza: la governante. Le persone mi guardavano con poco entusiasmo, traspariva quasi una forma di delusione. Un giorno mia nonna mi disse:<< Selina non puoi dire che vuoi fare la maestra? Fare la maestra è bello no?>> Non rispondevo quasi mai. In realtà per me essere una governante significava creare un buon governo. Significava organizzare la vita delle persone in modo che potessero godere in pace e in serenità il loro presente, senza preoccuparsi troppo del futuro. Ero troppo piccola per esprimente questo concetto.

A mio modo mi consideravo la governate di me stessa. E lo ero, sempre a mio modo, quando qualcuno mi dava un compito da svolgere. Prima di elaborare quel compito c’era un’organizzazione mentale, quasi maniacale. Un’organizzazione che poteva permettermi di realizzarlo: nel minor tempo possibile, senza sprecare risorse, soddisfando pienamente le aspettative di chi me  l’aveva commissionato.

Quel compito non era sempre uguale implicava delle attività diverse a cui mi adeguavo. I compiti variavano in base alle stagioni, alle emergenze, alla presenza, all’assenza o all’abbondanza  di determinate risorse.

È stato proprio chi mi ha accudito nell’infanzia a sviluppare la mia propensione a svolgere più attività. Svolgere più attività significa ai tempi, impara l’arte e metti da parte, che rapportato ai giorni nostri in buona sostanza, significa  investire costruendo un portafoglio diversificato e flessibile. Solo così si riesce a ridurre  il rischio legato alle singole attività. Solo in questo modo si può ottenere un buon risultato, che consentirà, al titolare di quel portafoglio, di aumentare la sua  capacità di spesa legandola alla sua capacità produttiva senza ricorrere eccessivamente al credito.

Quando la governate ha trovato la sua identità?

In una gita scolastica. L’insegnante di francese, una ragazza minuta e delicata nei suoi modi molto francesi organizzò una gita in Liguria che sconfinò in Costa Azzurra. Fu amore a prima vista. La mia governate si trasformò in una ragazza francese, vestita in modo elegante, con una grande borsa di paglia al cui interno aveva un’agenda piena di appuntamenti. Svolgeva una serie di attività  per conto di  persone e aziende.

Mi ispirarono, in questa nuova concezione, le vetrine delle agenzie immobiliari, le insegne delle banche, il modo con cui erano preparati i tavoli dei ristoranti, le vetrine delle fiorerie, persino i cartellini dei prezzi al mercato erano diversi. E poi, quei piccoli sacchetti con all’interno i fiori che si potevano mettere nell’insalata o sulle torte, ma non quei fiori di zucchero, fiori veri.

Era tutto così lontano dalla mia realtà, ma era tutto così uguale a come io sognavo il mio futuro.

Assorbii in quella terra l’energia del mare, del sole, dei profumi, dei gesti, dei vestiti. Tutto era energia circolante. In un attimo ebbi l’ardire di provare sulla mia pelle le sensazioni che probabilmente provarono Marco Polo o Cristoforo Colombo nelle loro scoperte.

Quel mondo nuovo fu la mia evoluzione. Avevo 16 anni. Il mio sogno si era finalmente formato. Ora dovevo solo prendermene cura. Mancavano due anni al diploma dovevo passare dal pensiero all’azione. Se volevo andare in Costa Azzurra avrei dovuto pensare di indirizzarmi verso un’attività a cui non avevo mai pensato. Un’attività di servizi che abbracciasse un settore legato al mercato immobiliare locale o al mercato finanziario internazionale.

Non mi sarei più avventurata nella creazione di un’attività d’impresa per sua natura  rischiosa e poco flessibile. Il mercato finanziario disponeva già di brillantissime società in ogni settore, in tutte le valute e in ogni parte del globo terrestre. Iniziai a studiare francese con uno scopo ben preciso. Dovevo formarmi per quel futuro. Mi scoprii formica laboriosa, rigorosa, organizzata, non parlai mai con nessuno di questo sogno avevo paura che qualsiasi parola l’avrebbe sporcato o rallentato, o peggio: qualcuno  avrebbe potuto mostrarmi rischi che non avevo considerato e avrebbe, anche in buona fede, indebolito il mio entusiasmo.

Mi sarei data altri cinque anni dopo il diploma per studiare, ricercare, praticare e solo dopo avrei organizzato la mia partenza. Gli studi giuridici ed economici, la pratica sul campo e poi il destino che mise sulla mia strada un giovane ciclista che sposò il sogno della Costa Azzurra. Ebbi la sensazione che l’universo stesse approvando quello che stavo facendo.

Alla fine se arrivai in Costa Azzurra?

Ci misi di più di 5 anni dopo il diploma, ma dopo varie vicissitudini nel 1999 approdai in Costa Azzurra. IniziaI  ad occuparmi di investimenti finanziari ed immobiliari. Nel  2003 scoprii un’altra terra: l’Andalusia e lì scoprii la redditività delle case vacanze. Nel luglio del 2007 le cose iniziarono a cambiare. Il mercato immobiliare era troppo gonfio e le società legate al mondo immobiliare stavano distribuendo dividendi troppo alti. Troppo bello per essere vero.

Sono tornata in costa Azzurra?

In realtà non mi sono mai trasferita nella Costa del Sol semplicemente era diventa parte della mia diversificazione di attività. È stato solo grazie a quella terra che ho percepito il cambiamento di rotta del mercato. Mentre stavo ristrutturando un immobile a Puerto Banus, un operaio mi chiese se potevo aiutarlo a valutare la proposta della banca per ottenere un terzo mutuo. Un terzo mutuo destinato  all’acquisto di una casa al mare da mettere a reddito. Rimasi molto perplessa, chiamai il mio consulente finanziario a Monaco.

Se avevo un consulente finanziario?

Sì ne avevo più di uno, un po’ come quando lo psicologo e lo psichiatra devono avere il loro terapista. Non si può crescere senza confronto mai.

Come andò l’incontro con il mio consulente?

Ci confrontammo sui numeri e sui bilanci di alcune società spagnole che concedevano questi mutui senza garanzie. Passammo in rassegna i bilanci di società quotate americane legate ai mutui che stavano distribuendo dividenti altissimi.  Ricordo benissimo quei momenti. Maître Schmidt mi disse:<<bisogna essere pronti>>. Uscii dall’ufficio con la sensazione che di lì a poco il mondo di sarebbe schiantato. Mi fermai a bere un caffè

Cosa feci dopo il caffè?

Andai a casa scegliendo la via più lunga. Camminare schiarisce le idee.  Sei costretto a respirare e nel respiro trovi concentrazione. Il giorno dopo, però, andai in banca e mi dissero che sì era tutto vero, però al momento era tutto sotto controllo. Bene quando una banca ti dice che è tutto sotto controllo, o che per il momento il mercato non si preoccupa e sta andando bene: è il momento di vendere. E così feci.

Il giorno dopo il fallimento di Lehman Brothers ero a Lugano per un appuntamento di lavoro, mi chiamò un amico per dirmi che dovevamo annullare il nostro pranzo perché non poteva lasciare la sala gestioni. Chiaro comprendevo benissimo. Percepii nella sua voce quella sensazione che era anche mia: quel fallimento non era un fallimento normale. Lehman è stata la vittima sacrificale che ha segnato il crollo morale del sistema finanziario. Mi ero salvata ero fuori dal mercato. Mi chiesi se valeva veramente la pena continuare con questo lavoro. E nello stesso tempo dopo un po’ di mesi  chiamai il mio broker e iniziai un piano di accumulo sull’indice americano. Mi disse che era rischioso, infatti il mercato scese ancora, ma non per molto. Il mondo globale non si sarebbe fermato era sorretto non dall’economia, ma dalle catene di valore costruite dalle multinazionali. Il business del denaro doveva essere ricreato. Siamo negli anni della <<macrofinanza>> dove le bolle speculative hanno sostituito i cicli economici di Keynes.

Ho continuato con la consulenza?

No! Uno schianto ben più grave colpì al mia famiglia nella primavera del 2009. Compresi che era giunto il momento di fermarsi.  E mi fermai. Mi presi una lunga pausa. Divorziai, decisi di chiudere con la consulenza e decisi che  avrei coltivato le mie innumerevoli passioni tra cui l’economia e gli investimenti finanziari e finalmente mi sarei concessa di tanto in tanto il lusso di essere un po’ Cicala. Un giorno un cliente mi disse:<<non posso essere il più ricco del cimitero, perché ho scoperto che la cimitero non accettano nessun tipo di carta di credito>>.

Cosa penso delle Banche?

Penso che nelle banche e tra i banchieri ci siano uomini e donne di grande spessore etico e professionale. Sta a noi cercarli, volerli al nostro fianco e seguirli nei loro percorsi e nelle loro carriere.  Il mondo finanziario continua a rappresentare un’opportunità per il risparmiatore. Oggi però per essere un buon risparmiatore  non è più sufficiente avere una capacità di risparmio occorre che il risparmiatore abbia la consapevolezza dei suoi investimenti e per fare questo ha bisogno di un’istruzione finanziaria.

Oggi nel 2020 in pieno Covid-19 cosa è cambiato nella mia vita?

La vita non cambia mai ha solo la sua evoluzione. Se sviluppiamo  la capacità di trasformare l’esperienza in un insegnamento, ogni esperienza saprà regalarci una vita migliore.