Lunga Vita ai mercati globali

La medicina cinese tramanda formule magiche di generazione in generazione.

La medicina cinese è da sempre vista come un’attività alchemica che trasforma semplici infusi in elisir di lunga vita.

Si dice che al mattino appena svegli, un bicchiere d’acqua a 30 gradi, con 3 grammi di zenzero grattugiato, regali un benessere psicofisico senza eguali. Ma non solo, sembra che questo infuso doni la promessa di una longevità ultracentenaria. A questa formula basale, c’è chi aggiunge il succo di mezzo limone  e chi, un cucchiaino di miele, per iniziare la giornata con dolcezza. Fatto sta che, chiunque segua una dieta per la longevità, lo fa per esorcizzare lo scorrere inesorabile del tempo.

Si potrebbe aprire un capitolo, sui pro e sui contro che derivano dalla longevità, ma io non sono né una scienziata, né una sociologa. Semplicemente, mentre questa mattina mi preparavo il mio elisir di lunga vita, mi sono apparsi i mercati finanziari stanchi, noiosi e longevi.

Per questo, ho deciso di scrivere questo articolo.

SI CHIAMAVANO CICLI ECONOMICI

 

I mercati finanziari, non differiscono molto dagli esseri umani perché, anche loro hanno iniziato a percorrere la strada verso la longevità.

Al nono anno consecutivo di espansione del mercato americano, in molti si chiedono quando inizierà la recessione. All’interno del mio attuale modello di dati e componenti concernenti la salute dell’economia americana, credo che solo una componente esogena grave possa causare una recessione negli Stati Uniti. E questa componente grave la identifico nell’ inasprimento delle tensioni internazionali con la Corea del Nord.

Solo una guerra internazionale, può rompere gli equilibri, se pur precari, attualmente presenti.

AA ANAMNESI AMERICANA

Abbiamo assistito ad una crisi finanziaria mondiale senza precedenti. Gli Stati Uniti si sono ripresi con lentezza grazie alle cure immunostimolanti da parte della Federal Reserve. Passo dopo passo il dollaro si è rafforzato. Il potere di acquisto dei consumatori americani è aumentato. L’apoteosi è arrivata con l’elezione del Presidente Donald Trump che ha alimentato le speranze del   mondo finanziario.

Le conseguenze sono state un dollaro troppo forte, un mercato finanziario ai massimi storici e un’inflazione in crescita.

La Yellen, non potendo permettersi il surriscaldamento di un malato febbricitante, ha iniziato ad alzare i tassi di interesse, anche se, in assenza di politiche fiscali ed economiche chiare. Dal rialzo dei tassi, l’economia americana ha evidenziato tutte le sue fragilità e il suo passo è diventato faticoso. Il sollievo è arrivato solo dopo  la discesa del dollaro e con esso la fermata della corsa al rialzo dei tassi.

La vecchia economia americana, per il momento, continuerà il suo ciclo economico nella longevità.  E ripeto, solo un inasprimento internazionale della tensione con la Corea del Nord potrebbe aggravare il suo decorso. Allo stato attuale, però, tutto sembra sotto stretto controllo.

Non credo, nemmeno, che le dimissioni del vice presidente della Fed, Stanley Fischer, possano procurare un’influenza virale al mercato globale, anzi, al contrario, lo rassicurano. Con una Yellen in scadenza di mandato a febbraio 2018 e con le dimissioni del suo Vice, i tassi d’interesse americani con elevate probabilità, rimarranno fermi.

L’EUROPA

La vecchia e malandata Europa è riuscita a convincere gli europei che è meglio stare nell’area Euro che fuori.

Il vecchio motto: ”ormai che siamo in ballo balliamo, un ballo un po’ diverso ma continuiamo a ballare”, funziona quasi sempre.  Con questo motto, i grandi capi europei sono riusciti a trasformare una corrente nemica in un vento in poppa. E questo, clima positivo, continuerà almeno sino a quando Macron non metterà mano definitiva alla riforma del  lavoro in Francia.

Nel frattempo, però, all’Europa sono tornate le allucinazioni da reflazione, ma il caro e buon dottor Draghi prescrive la sua ricetta ripetibile: quantitative easing. Nella tanto attesa riunione di giovedì scorso, il governatore della Banca Centrale Europea ha confermato: il tasso di interesse ufficiale allo 0% e il tasso applicato ai depositi di liquidità al -0,40%.

Mario Draghi ha chiaramente ribadito che il Qe a 60 miliardi di euro al mese continuerà almeno fino a fine dicembre, e oltre, se necessario. Ma non solo, il Qe potrebbe aumentare sia per quantità, che per durata se le prospettive economiche dovessero peggiorare.

LA POLITICA MONETARIA RIMANE ESPANSIVA

In altri termini possiamo dire che: tanto in America quanto in Europa, al momento, la politica monetaria rimane espansiva, e finché durerà, sarà longevità.

Sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo i mercati globali confermano la loro stanca e  noiosa longevità.  Con la prudenza e l’attenzione, che si deve ad economie ammalate e stanche, noi  possiamo solo godere, ogni giorno, tra alti e bassi, dei frutti dei loro cicli economici longevi. Inizieremo, però, a guardare più ad Oriente dove c’è un’elevata crescita demografica e mantenendo la nostra quota di oro nel portafoglio a protezione di asset più rischiosi.

Selina Martinello